Irina Mattioli and Joy Womack. Moscow, Russia

We prepared a real sensation for you this weekend….

The long awaited photo series made by The First AP Ballet Photo Contest Winner Irina Mattioli in Moscow, in collaboration with Joy Womack and with assistance of AP Network.

It was worth waiting and we hope to repeat this absolutely cosmic experience one day!

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Irina Mattioli about the shooting with Joy Womack:

Joy Womack is an incredible artist and, I believe, her career and pictures talks for themselves.
When I have been proposed to shoot her in Moscow, I was more than keen, because she certainly looked like a great subject. What I didn’t expected was the incredible individual that I ended up portraying: a girl so young and yen incredibly fierce and mature; a dancer so strong and energetic, and yet incredibly humble and empathic. 
Can you really get so much of someone from a 3 hours shooting? I guess it depends from a variety of factors and circumstances.

My approach to work is never really planned and to improvise requires a strong collaboration of the model. That frequently allows me to bond with my subjects more than the average photographer would. 
Also, our story is kind of unique: when our shooting was over, preparing to say goodbye, we exchanged our business cards. I have several front designs for my business cards, all pictures of mine. One of them it is one of my favourite ballet pictures of all time: an amazing dancer in a red dress, performing Spanish Dance from the Swan Lake. I took it 6 years ago, in Milan, during a Gala exhibition featuring young students of Bolshoi Ballet Academy that I have been asked to shoot with Pierluigi Abbondanza​. Joy took this very card and said in amazement: “This is me”. We stared at each other speechless. How many chances were in the entire world? Through thousands kilometers and across continents I have found again this incredible artist that I loved at first sight, shooting her again without even knowing that was not our first time. Well, let’s wait for the third.



As for the pictures, I think that they are made more to be looked at, that to be ‘explained’. 
What I can say is that just twice in my life I have been emotionally moved by a classical ballet performance: the first one has been while I was shooting that Bolshoi Gala in Milan a few years ago; the second one has been with Joy (again), when at the end of our shooting, she performed a breathtaking solo in the empty silent room in front of me”.

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Irina Mattioli parla dello shooting with Joy Womack:

“Joy Womack è un’artista incredibile e, credo la sua carriera e le foto parlino da sole.

Quando mi è stato proposto di fotografarla a Mosca, sono stata più che felice, perché sembrava senza dubbio un ottimo soggetto per i miei scatti. Ciò che non mi aspettavo è la persona incredibile che ho finito per ritrarre: una ragazza così giovane e al contempo matura e fiera; una ballerina forte e determinata, e al contempo straordinariamente umile ed empatica. 
Si può davvero capire così tanto di qualcuno dopo sole 3 ore di shooting? Immagino dipenda da una varietà di fattori e circostanze.

Il mio approccio al lavoro non è praticamente quasi mai pianificato e improvvisare richiede una grande partecipazione del soggetto ritratto. Il che mi consente, spesso, di legare coi miei modelli forse più di quanto faccia mediamente un fotografo. 
Senza contare che la ‘nostra storia’, è alquanto unica: dopo il lavoro svolto, in procinto di salutarci, ci siamo scambiate i biglietti da visita. Ci sono vari miei scatti sul fronte dei miei biglietti da visita. Una di queste è in assoluto una delle mie foto di danza preferite: una splendida ballerina in un vestito rosso ripresa durante la Danza Spagnola del Lago dei Cigni. L’avevo fatta 6 anni fa a Milano, durante una serata di gala con ospiti alcuni allievi del Bolshoi che ero lì per fotografare con Pierluigi Abbondanza. Joy ha preso proprio quel biglietto e mi ha detto: “Questa sono io”. Ci siamo fissate senza parole. Quante possibilità c’erano?
Attraverso migliaia di chilometri e attraverso anni e interi continenti ho ritrovato questa incredibile artista, di cui mi ero innamorata a prima vista, fotografandola senza nemmeno rendermi conto che non era la prima volta. Aspettiamo allora la terza.

Per quanto riguarda le mie foto, credo siano fatte più per essere viste che per essere spiegate. 
Ciò che posso dire è che solo due volte in vita mia sono arrivata a commuovermi durante un’esibizione di danza classica: la prima è stata mentre fotografavo quel Gala del Bolshoi a Milano, alcuni anni fa; la seconda con Joy (di nuovo), quando alla fine del nostro shooting ha danzato un assolo pieno di grazia, di fronte a me, nel silenzio della sala vuota”.

 

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