THE GESTURE. Luca Di Bartolo feat. Valerio Longo

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IL GESTO – UN’ESPERIENZA TRA IL LAVORO DI VALERIO LONGO

THE GESTURE – AN EXPERIENCE ON THE WORK OF VALERIO LONGO

La conoscenza con Valerio Longo risale a più di due anni or sono.

Ci siamo incontrati durante una Giornata Internazionale della Danza in Fonderia, sede di Aterballetto, dove io giravo i video dell’evento e dove c’erano persone a me già care.

Il mio approccio alla danza negli anni è divenuto sempre più fisico e dunque mi sono ritrovato ‘visivamente attratto’ dalla sua lezione in quella esperienza assieme ai ragazzi.

Accade poi che approfondisci la conoscenza per semplici occasioni di vita e ritrovi nelle persone, prima che l’artista, l’umanità che cerchi.

I  have  known Valerio Longo for more than two years.

We met during the International Dance Day in Fonderia, where Aterballetto resides and where I already worked before as a videomaker and had some very close friends.

It happens to meet someone on a very simple and everyday life occasion and then these meetings become not only artistically valuable but also humanly and emotionally important.

Come siamo arrivati dunque a questa esperienza romana in Opificio?

Esattamente un anno fa venni a conoscenza del fatto che Valerio avrebbe creato per il Corpo di Ballo del Teatro Massimo di Palermo una coreografia, per scherzo gli dissi che sarei andato a Palermo a seguire il suo lavoro. Lo scherzo divenne realtà e così ad Agosto presi un aereo.

L’esperienza palermitana ha dato origine ad un lavoro fotografico articolato e per me molto intimo, una cui parte devo ancora delineare in maniera profonda.

How did we get to realisation of our mutual Roman project at the Opificio?

Precisely one year ago I got to know that Valerio created a choreography for Corps de ballet of Teatro Massimo in Palermo and I said to him, as a joke, that I would go to Palermo to follow him and his work. This joke became reality and I took a plane for Sicily in August.

This Palermo experience gave birth to a very clear and at the same time intimate photographical work, one that I have yet to outline and research deeply.

Roma è nata come occasione per presentare il lavoro fotografico di Palermo attraverso una mostra e contemporaneamente la prima occasione di collaborazione artistica con Valerio dopo l’esperienza siciliana.

Personalmente sono affascinato dalle mani, dalla loro espressività è potenza comunicativa, non mi stanco mai di ripetere quanto una carezza sia ‘potente’; da questa consapevolezza sono poi passato alla comprensione di quanto esse possano comunicare nella danza.

Il gesto che parte dalle mani e diventa un discorso con l’intero corpo mi attrae.

Sento le mani come se fossero origine di un ‘sentire’ del animo, che da loro si espande e a loro ritorna.

Così la mia ricerca nel lavoro di Valerio assieme ai danzatori diventa un inseguire le mani che trasportano emozioni e le fanno scivolare attraverso il resto del corpo e lo sguardo.

The exhibition  held  in Rome was actually a representation of our Palermo photo project and it was the first “after Sicily” possibility of artistic collaboration  with Valerio

I am personally very fascinated with hands, their expressiveness and communicational abilities. I will never get tired to repeat how powerful a simple caress can be. I passed from this knowing to realising how then hands can can actually talk in dance.

I am very attracted by the fact of hands moving and corresponding to the whole body.

I believe that hands possess a special language through which the soul is connected to the external world.

So my research on Valerio’s work created  with the dancers is first of all about hands that express emotions and make them slide down to the whole body and the look of the eyes.

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