Giovanni Vecchi and Antonella Albano

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GIOVANNI VECCHI about his collaboration with ANTONELLA ALBANO:

….. Era scritto….. che dovessimo incontrarci.

Cronologia di un incontro.

…It was destined… for us to meet

The chronology of this meeting.


“Ciao…. Giovanni … quando scattiamo insieme… ? “
Tutto è cominciato cosi… da un messaggio su fb …
Incredibile… si … è stato tutto incredibile… me ne rendo conto… ma questo è quello che è successo…
Risposta  “quando vuoi… “

“Hello…Giovanni…when will we shoot together…?”

The whole story started this way…from a simple facebook message.

Incredible! Yes, it seems unbelievable and I understand it. But that’s exactly how it all began…

I answered – “Whenever you want”



Antonella: Ma  Giovanni … posso chiederti  una cosa? Quella finestra che hai pubblicato… dove si trova..
Imbarazzo … sto parlando ad una prima Ballerina … solista della Scala…
“ma .. in un posto  probabilmente non ti porterei  mai… “
No … dimmi dove si trova.. insiste
Si tratta di un ex ospedale psichiatrico…

“Noooooooo … Giovanni … nel vedere quella finestra ho provato un senso di sofferenza… sensazioni fortissime… dobbiamo scattare li… “

Antonella: Look Giovanni, can I ask you something? That window that you published…where did you make this photo?

What a confusion… I am talking to a La Scala soloist, a prima ballerina…

“But…I guess I would never bring you in such a location”

“No, tell me please where it is situated” – she insists.

We are talking about an ex-psychiatric hospital…

“Nooo, Giovanni…just looking at this picture I had an impression of suffering… a very strong feeling! We must shoot there!”


Detto… fatto.
Ci incontriamo a fine novembre un lunedi,  freddo… pioggia … ma Antonella è lì… determinata e sprizzante di energia… La accompagna il marito Maurizio…  entriamo nel  primo padiglione e Lei è subito nella parte…
La avverto che inizieremo gradualmente.. giusto per conoscere il modo di lavorare uno dell’altro… ma non serve… lei è entrata nella parte …. Ed e meravigliosa…..  incredibile… si muove e sente attorno a lei presenze che la spingono a dare e a donare la sua arte in un modo che mi lascia stupefatto… sbalordito… già dai primi scatti foto meravigliose…

It was no sooner said than done!

We met one Moday in the end of November, it was very cold, it was raining…but Antonella was there, determined and full of energy….accompanied by her  husband Maurizio… we enter into the first pavilion and she begins to play her role right away…I avert her that we will start slowly so we have time to get to know each other and find our own mode of working. But it was not useful, she was already fully immersed into playing  her role. And she was marvelous…incredible….she moves and you can feel the presence of something that lets her demonstrate and give her art in an absolutely special way…so it leaves me speechless and astonished…beautiful photos  were taken from the first shots.


È come se quel luogo le parlasse… la avvolgesse… e lei trasmette tutte le emozioni che prova in movimento, espressività, eleganza e forza… un mix di sofferenza consapevole… e partecipata…
non si tratta di interpretazione…
e io non devo fare altro che entrare in punta di piedi in quella situazione e documentare questa incredibile giornata trascorsa in un luogo di sofferenza, ma trasformato in un palcoscenico straoRdinario grazie all’arte di una grande ballerina … Antonella Albano
Buona Visione

It seemed like  the place itself talked to her, embraced her…and she expresses all her feelings in her movement, elegance and force….it’s a mix 

of deliberate knowledge…it was actually living, not just playing, exhibiting or interpreting but living. And I had nothing to to do but to tip toe into the situation and document this incredible day passed in this place of suffering but transformed into an extraordinary stage, thanks to the art of this great ballerina….Antonella Albano.

Pleasant viewing!

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ANTONELLA ALBANO about the shooting:

Una finestra con vetri rotti che dà su un giardino interno con la vegetazione lasciata a crescere da sé, con l’edera che si fa spazio e si arrampica sui muri………e mi sono soffermata a guardare e riguardare l’immagine, la foto……che luogo strano….chi sa perché……mi dà l’impressione che molti occhi si siano riflessi in quei vetri….tante persone, tante vite ma non vite semplici………dev’essere stato un’ ospedale psichiatrico. Questa è l’impressione che mi ha dato questa finestra, poi continuo a sfogliare le altre foto di Giovanni Vecchi e mi rendo conto che quello che mi colpisce è che le sue foto mi raccontano delle storie….riesco a leggere tante emozioni e sentimenti e l’anima dei suoi modelli.

A window with broken glass that looks onto a garden full of the green growing wildly, the plants that make space for themselves and climb upon the walls…I found myself dwelling on this photo and returning to this photo again and again…what a strange place…who knows why…but I had an impression that many eyes were reflected in this glass…many people and many lives that were not easy at all. It might have been an ex-psychiatric clinic. It was an impression given to me by this image of the window, as I kept on going through other photos by Giovanni Vecchi I understood that all of the images told stories….and I could read many emotions and feelings nd even his models’ souls just looking at the photos.

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Così decido di contattare Giovanni per complimentarmi per dirgli quello che mi dicono le sue foto, che si avvicinano più ai dipinti, all’arte che alla fotografia e facciamo conoscenza.

Mentre siamo già arrivati a pensare che dovremmo provare a fare qualche scatto magari in coppia con mio marito, anche lui come me ballerino, decido di dire a Giovanni qual è la foto che mi ha colpito tanto tra le sue…..La Finestra…….

That’s how I decided to contact Giovanni and tell him about my impressions, say to him that in my opinion his photos are closer to the drawings and to the art than to simple photography. And that’s how we got to know each other.

When we were close to the decision to shoot together, maybe in the company of my husband who is also a professional 

dancer, I asked Giovanni bout that photo of the old window that stroke me the most.

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E lui mi dice che per comprendere questa foto serve tanta sensibilità perché è stata scattata in un luogo molto particolare, mi dice :- Mombello, lo conosci?

Ed io :- No

E lui :- È un ex Manicomio

Non ci potevo credere e mi sono detta :- se lo racconto a lui non ci crederà….Lo avevo capito, lo avevo percepito dal suo Scatto. La foto di Giovanni Vecchi mi aveva già raccontato di quel luogo.

And he said to me that it take great sensibility to understand this photo because it was taken in a very specific place. “Mombello, do you know this place?” – he asked me. I said “No”. “It’s an ex psychiatric clinic” – he said.

I could not believe it. If I tell him he will not believe me neither, I thought to myself… I understood it, I felt it just looking at his picture…The image told me the story of this place before Giovanni did it.

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Ed è così che abbiamo deciso di incontrarci per la prima volta e fare degli scatti proprio a Mombello nell’ex Manicomio……un luogo che mi ha incuriosito, volevo vedere con i miei occhi, volevo capire se il posto dal vivo mi avrebbe dato lo stesso effetto della foto. 

La giornata era perfetta……un tempo da lupi……il 21 di Novembre, un freddo pazzesco e la pioggerellina che cadeva leggera e incessante.

That’s how we decided to meet and shoot there at the Mombello hospital for the first time…. The place that made me curious and that I wanted to see with my own eyes.  I wanted to see if the place would effect me in the same way  as the photo did.

The day was just perfect…Very bad weather… it was November 21st, cold and with a light rain falling constantly.

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Giovanni mi è sembrato di conoscerlo già da tempo mi sentivo a mio agio ero tranquilla cosa che non ero stata nei giorni precedenti…..sono una ballerina non una modella e semplice per me eseguire dei passi e dargli anima attraverso i balletti ma non è la stessa cosa passare attraverso l’obbiettivo, la foto è un’ attimo, un momento e mi chiedevo se sarei stata capace di trasmettere, di esprimere….dovevo provarci.

Giovanni ha cercato subito di mettermi a mio agio :- Antonella tranquilla io ti racconto come lavoro di solito e vediamo cosa succede….considera che i primi 100 scatti li useremo per conoscerci, per capirci.

It seemed like I knew Giovanni for years, I felt myself very 

good and calm, which was not so at all on the days before this shooting. I am not a model, I am a dancer and it is easy for me to perform and express myself on stage but posing for a photographer is not the same thing. A photo catches one only moment and I was asking myself if I would succeed to transmit everything that I should in that very moment….but I knew that I had to try.

Giovanni did everything to make me feel good and relaxed from the very beginning: “Antonella don’t worry, I will explain to you how I usually work and then let’s see what happens…just keep in mind that the first 100 shots are made to get to know each other and get comfortable.”

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Mi ha detto che io potevo muovermi liberamente che lui preferisce cogliere le immagini durante il movimento, e che magari mi avrebbe suggerito di girarmi verso una determinata luce.

Giovanni è un professionista, lo si capisce da subito, sa già quali sono gli angoli perfetti, non ha luci con se, preferisce usare quello che la natura e il posto gli offrono in quel preciso momento,(penso che i fotografi siano un po’ come dei veggenti, ad occhio nudo devono prevedere ciò che può diventare un’immagine attraverso l’obbiettivo) io trovo questo incredibile, ma in realtà aiuta…aiuta ad adattarsi a ciò che ti circonda e a sentire il luogo in cui ti trovi a farne parte.

He said that I could move naturally and freely because he prefers to shoot while catching the right moments while the 

model is actually dancing and that he could just ask me to move towards some specific source of light.

Giovanni is  real professionalist and I understood it right away. He knows exactly the angles from which it is better to shoot, he doesn’t use any artificial lights and takes the best from the natural light that there is at the moment of shooting. I think that photographers are a bit like prophets – they see in advance what the result of their shooting can be and I find it incredible. All this really helps to get adjusted to the environment and feel united with the location of the photo session.

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È stato naturale io mi muovevo e vivevo ciò che il posto mi raccontava, io davo e Giovanni catturava, mai una volta mi sono soffermata a pensare, ero libera potevo lasciarmi andare, niente confini niente limiti solo Antonella…….

Dopo i primi 50 scatti Giovanni ha staccato la macchina fotografica dal viso e mi ha detto che si sbagliava……non sarebbero serviti i 100 scatti per conoscerci perché già in quelle 50 foto c’era tanto…….mi si è avvicinato e mi ha fatto vedere quello che era riuscito a fare…..Erano BELLE……Non ero bella io, erano emozionanti le sensazioni che trasparivano, e Giovanni mi diceva di considerare che vederle dalla fotocamera non era la stessa cosa di quando sarebbero state finite, ma a me non importava erano vive, era quella la cosa importante……raccontavano…….e lui era riuscito a scrivere l’emozione su ogni immagine.

It all came very naturally, I was moving and “living” what the place had to tell me, I was giving away and Giovanni was gathering. I didn’t stop once to think about what I was doing, moving without any restrictions or limits, it was only me, it was only Antonella….

After the first 50 shots Giovanni moved the camera off his face for a moment and said that he was wrong – there was no need for the first 100 shots to get to know each other. These 50 shots were already a lot. He showed me the pictures in the camera and they were BEAUTIFUL…It was not me beautiful in the photos but the emotions and sensations that they evoked. Giovanni said that seeing them on the camera’s monitor was not the same thing as seeing the final results but it didn’t matter, they were alive for me. The most important thing was that they were telling their own stories…and Giovanni succeeded to express an emotion through every image.

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Abbiamo continuato a scattare ormai catturati dal luogo ed io mi sono sentita vera senza velo come quando sono in scena, è una sensazione particolare difficile da descrivere, ci si sente più liberi e sinceri su un palco e difronte a un’ obbiettivo che nella vita reale, lì viene fuori l’anima di ognuno di noi……non puoi mentire a un fotografo se ti sta osservando con sincerità così come non lo si può fare con il pubblico……ti guardano e sperano solo di poter vivere le emozioni attraverso te e tu non puoi fare nient’altro che dirgli la verità.

We continued our shooting captured by this location and I felt myself uncovered as it happens while performing on stage. It is a particular sensation very difficult to describe when one feels himself more sincere and free on stage than in real life…you can not lie to a photographer who is observing you so carefully the same as can not do it in front of your audience. They look at you and they hope to have some feelings regarding to you and you can only tell them the truth.

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Continuo a rivedere le foto e a cercare di capire come sia possibile essere stata così tante donne in un unico momento……

Mi sono detta che forse era la sensazione che il posto mi dava, forse quel luogo ha visto così tante anime e io mi sono lasciata trasportare….ma poi invece ho pensato che in realtà tutte quelle donne sono proprio io sono tante me che non potevano nascondersi per la sincerità dello scambio che c’era in quel momento, Giovanni Vecchi era lì era attento concentrato dava se stesso e io davo me……uno scambio della cosa migliore che ognuno di noi potesse dare all’altro…la propria anima, la propria arte.

I keep looking at the photos and I still can’t believe how I managed to be so many women at the same moment…

I explained it to myself by the feeling that this location gave me, maybe the place saw so many souls that I only had to express them dancing….but then I thought that maybe all these women were me, differents sides of my personality that couldn’t remain hidden in the situation of such openhearted collaboration with Giovanni Vecchi who was there concentrated on the artistic process, he was giving all of himself and I was giving all of myself to it, we were sharing our art and our souls with each other.

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One thought on “Giovanni Vecchi and Antonella Albano

  1. Bellissime foto è molto convolvente ed emozionante il racconto che le accompagna. Complimenti Giovanni ed Antonella!

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