Simone Ghera. Russian project

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– Viaggiando il mondo e collaborando con ballerini di tanti paesi diversi  come fotografo vede tanta differenza del carattere, tradizione etc? Oppure la lingua di danza è uguale per tutti?

– Non c’è dubbio che la danza è un linguaggio universale e trasversale  rispetto alle diverse culture, alla storia, ai paesaggi e le architetture legati al territorio. Questa è la cosa più sorprendente che ho scoperto viaggiando e fotografando ballerine in molti paesi diversi. Soprattutto le giovani generazioni di ballerini ormai sono globalizzati, e rappresentano una categoria omogenea e trasversale rispetto alle tante differenze dei luoghi in cui vivono. E questo è anche uno dei temi più importanti del mio progetto, dove si confrontano da una parte, le caratteristiche dei diversi paesi, i paesaggi, le lingue e delle architetture che sono legati alla storia dei luoghi. Dall’altra parte la danza, che ovunque venga praticata, rappresenta un linguaggio universale, comprensibile e leggibile da tutti.

– Travelling the world and collaborating with dancers from many different countries as a photographer do you see a lot of differences of character, traditions and so on? Or the language of dance is the same everywhere?

– Definitely dance is a universal and transversal language regarding different cultures, history, landscape and architecture of the territory. This is the most surprising thing that I discovered travelling and photographing ballerinas in many different countries. Especially young generations of dancers are globalized and represent a homogeneous category despite the differences between places where they live. This is also one of the main themes of my project in which you can see how characteristics of diverse countries, landscapes and architecture are confronted on the one hand. On the other hand, dance wherever it is practiced represents a universal language that everybody understands.

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– Simone Ghera come un amante di balletto preferisce il classico o contemporaneo?

– Bella domanda!! In realtà la mia curiosità verso la danza e le ballerine è iniziata osservando la danza classica, che tuttora riveste un fascino particolare per me. le linee e la fusione con i contesti architettonici sono sempre emozionanti. Per quanto riguarda però la creatività nella composizione delle immagini, senza dubbio, il contemporaneo offre molte più opzioni compositive. Infatti mentre il classico ha delle regole piuttosto rigide e delle variazioni abbastanza limitate, il contemporaneo lascia molto più spazio alla creatività e alla improvvisazione, cosa che rende più semplice per me comporre una immagine. Per questo, dopo un lungo periodo fotografico dedicato esclusivamente alla danza classica, mi sto avvicinando al moderno e al contemporaneo per esplorare altre possibilità creative. Inoltre ultimamente ho iniziato a sperimentare delle immagini realizzate in contesti e con soggetti molto diversi tra loro, come ad esempio con atlete di nuoto sincronizzato, immagini di danza a cavallo, ballerine in stato interessante, ecc. Tutte sperimentazioni interessantissime, nelle quali al cambiare del soggetto, il tema rimane lo stesso. Molto bello.

– Simone Ghera as a ballet lover prefers classical or modern ballet?

– Good question! Honestly, my interest to ballet and ballet dancers began from observing classical ballet which until now has a special charm for me. The lines and its fusion with contexts of architecture are always very exciting. As for creativity in composition of the images the contemporary, with no doubts, gives more copositive options. Actually, as the classical dance has its very strict rules and quite limited variations, the contemporary ballet leaves much more space to creativity and improvisation which makes it easier to compose an image. For this reason, after a long period dedicated exclusively to classical dance photography, I am getting closer to modern and contemporary ballet to be able to explore other creative possibilities. Besides that, lately I started experimenting with images realized  with new subjects and in circumstances very different one from another, such as photographing athletes of synchronised swimming, dancers riding horses, pregnant ballerinas etc etc. All these experiments, in which the circumstances change but the theme remains the same, have been extremely interesting. Very beautiful.

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– Prima di scegliere una modella ballerina fa qualche ricerca? cosa deve sapere di un danzatore prima di invitarlo a collaborazione?

– Grazie per avermelo chiesto, questo tema è molto importante. Quando io scelgo una ballerina, non ho bisogno di sapere nulla su di lei, la sua carriera ecc., ho solo bisogno di vederla.

Ci sono alcune cose che per me sono fondamentali nella ballerina, che hanno una relazione diretta con la ” spiritualità’ ” dell’immagine, qualcosa di molto interiore.

Quello che guardo in una ballerina sono prima di tutto le mani, elemento primario dell’eleganza. Altro elemento importante è il collo, espressione di forza e sensualità. Poi c’è l’espressione del viso e degli occhi a cui dedico un’attenzione particolare. Un episodio che mi ha colpito è stata una domanda che mi ha rivolto un fotografo russo proprio durante l’inaugurazione della mia prima mostra a San-Pietroburgo nel 2011 (nella Pushkinskaya-10), che mi ha chiesto: ” vedo che in tutte le sue foto, le ballerine hanno uno sguardo particolare ……. come se guardassero attraverso le cose, in modo interiore e astratto. Cosa fa per ottenere questo risultato“? Bene, la mia risposta è stata: ” non lo so!!!”. Questo credo che rappresenti il risultato della unione di alcune scelte fatte prima dello shooting, e diversi elementi e procedure che metto in atto durante uno shooting, che portano ad un risultato preciso, sempre nella stessa direzione, e del quale neanche io a volte sono consapevole!! Spesso attraverso le osservazioni di altre persone si può capire di più sul proprio lavoro e sul risultato delle proprie scelte, questa è una cosa molto affascinante.

– Before choosing a dancer as your model do you do any research? What is necessary to know about the dancer before inviting her to collaborate?

– Thank you for asking, this is a very important theme. When I choose a dancer I do not have to know anything about her or her career, all I need to do is to see her.

There are several fundamental things in a ballerina for me that have a strict connection with “spirituality” of images and something that lies deep inside.

First of all I look at the hands of a ballerina, as the primary element of elegance. Another important element is her neck which is an expression of sensuality and strength. There is also her face and eyes expression to which I pay special attention. An episode that stroke me a lot was a question that one russian photographer asked me at the inauguration of my first Russian exhibition in Saint Petersburg in 2011: “I can see that in all of your photos  dancers have a very particular look in their eyes….seems like they look “through” the things in a very abstract and profound way. What do you do to achieve this result?”

Well, my answer was “I don’t know!”. I believe it to be the result of several elements and procedures effectuated before the shooting and several things that I practice during my shootings that all together bring me in the same direction and which I do sometimes even unconsciously! Sometimes observations of other people make you understand  your own work and the results of your own choices better. This is a very fascinating thing.

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– Russia senza dubbio è un posto molto importante sulla mappa mondiale di balletto.

Potrebbe raccontare un po’ della sua esperienza fotografica a Mosca e San Pietroburgo? Quando e come era il suo primo viaggio russo?

– La mia esperienza fotografica in Russia è stata una meravigliosa scoperta. Il mio primo viaggio a San Pietroburgo mi ha dato subito un forte riscontro sul successo che avrebbe avuto il mio progetto in Russia. Nonostante alcuni timori iniziali riguardo al rigore del balletto russo rispetto alla tradizione, ho scoperto che invece vi è una grande apertura all’innovazione e alla sperimentazione di progetti non convenzionali, come è il mio progetto. Io infatti scatto le foto in modo assolutamente libero rispetto ai canoni classici della danza e faccio delle notevoli forzature nella composizione delle immagini, deformando i corpi delle ballerine, ruotando gli orizzonti e stravolgendo a volte i piani di gravità e i punti di appoggio. Tutto questo in Russia è piaciuto molto e ha reso gratificante il mio lavoro.  A San Pietroburgo quindi mi sono trovato benissimo, sono rimasto affascinato dalla bellezza architettonica della città (a proposito, io son architetto!) e dalla armonia urbanistica di strade e canali. Ho fatto due mostre nel 2011 (nella Pushkinskaya-10) e nel 2012 (nella State Academic Capella, proprio di fronte all’Hermitage). Anche l’esperienza di Mosca mi ha dato molto sul piano della ricerca fotografica, anche se dal punto di vista architettonico non è assolutamente paragonabile a San Pietroburgo. Mosca poi è una metropoli gigantesca e congestionata, il traffico è davvero stressante! L’esperienza fatta al Bolshoi (sia alla Scuola che alla Compagnia) è stata incredibile, ho avuto a disposizione così tante ballerine e di livello così alto che non riuscivo a crederci!!

Ora sono impaziente di tornare in Russia, e continuare il lavoro fotografico, magari ampliando la sperimentazione sul nuoto sincronizzato e la ginnastica artistica.

– Russia is certainly one of the most important points on the world map of ballet. Can you tell us a bit about your photographic experience in Moscow and Saint Petersburg? When and how was your first visit in Russia?

– My photographic experience in Russia became a marvelous discovery to me. My first visit to Saint Petersburg right away gave me a strong vision of future success that my project could have in Russia. Despite some initial fears regarding the traditional rigour of Russian ballet I found a great openness to innovations and experiments of uncommon artistic project such as mine. Actually I shoot in a very free manner which is far from classical dance canons and make noticeable exertions  of the images’ composition deforming the dancers’ bodies, twirling the horizons and sometimes turning over the points of support and gravity. All this was liked very much in Russia and I found great recognition of my work there. I felt myself very well in Saint Petersburg, I remained fascinated by architectural beauty of the city (besides, I am an architect myself!) and by the urban harmony of the streets and the channels. I had two exhibitions there, one in 2011 (Pushkinskaya-10) and another  in 2012 (at the State Academic Capella, right in front of the Hermitage). My experience in Moscow also gave me a lot on the level of photographical research, even if it is not comparable to Saint Petersburg from the architectural point of view. Moscow is a gigantic and overcrowded metropolis with a really stressful traffic. My experience at the Bolshoi Theatre (both at the Academy and the company) was incredible, I had so many dancers of such a high level availible to collaborate with me that I could hardly believe it!

Now I am impatient to come back to Russia and continue my photographic work, maybe widening my experimentations with artistic gymnastic and synchronised swimming.

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– Come si può descrivere l’atmosfera di una classica scuola russa?

– Posso dire quella che è stata la mia esperienza alla Scuola del Bolshoi, l’unica classica scuola russa che ho conosciuto veramente. Con grande sorpresa, come dicevamo prima, ho constatato come i giovani allievi della scuola siano del tutto simili negli atteggiamenti e nei comportamenti, agli altri giovani allievi delle scuole europee o americane. Questo è un bellissimo elemento di unione universale. A questo aspetto si unisce un elemento di diversità costituito dalla tradizione, dalla lingua e dalle abitudini di vita, che indubbiamente in Russia sono diversi dagli altri paesi, e questo gli conferisce un fascino particolare, fatto di tradizione, innovazione e globalizzazione.

– How can you describe the atmosphere of a classical Russian dance school?

– I can only talk about it basing on my experience at the school of Bolshoi, the only classical Russian school that I really know. With a great surprise I  found that, as I said before, all the young students appeared very similar in their behaviour and manners to American or European young students. This is the most beautiful element of our universal unity. Surely there are elements of diversity e peculiar traits that exist and consist of traditions, language and everyday life habits that are very different in Russia from those in other countries. And this adds a special fascination consisting of traditions, innovation and globalisation.

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– Chi sono i suoi modelli di Mosca e San Pietroburgo? È facile spiegare cosa vuole da loro come fotografo e artista? Oppure lei lascia a loro fare il suo lavoro e fotografa quello che fanno?

– Sia a Mosca che a San Pietroburgo ho avuto il privilegio di scattare con numerose ballerine dei teatri più importanti, Michajlovskij e Mariinskij a San Pietroburgo, Kremlin Ballet e  Bolshoi a Mosca. Devo dire che le ballerine con cui ho scattato non solo erano di altissimo livello professionale ma anche bellissime e molto simpatiche. Lavorare con loro è stato molto gratificante dal punto di vista fotografico, ma anche molto divertente e piacevole. Tutti elementi questi, fondamentali per ottenere delle buone immagini.

Quando faccio uno shooting con una ballerina, ho già in mente cosa voglio ottenere a livello di immagine, e spesso ci riesco. Ma non sempre, a volte non sono del tutto soddisfatto o magari ottengo qualcosa di diverso ma ugualmente valido. In ogni caso cerco di portare la ballerina a valorizzare quelle espressioni e quelle linee che a me interessano, “guidandola” con moderazione, lasciando però a lei la libertà di arrivarci da sola e al tempo stesso di mettere nei movimenti e nelle espressioni qualcosa di personale.  

Una foto riuscita per me è quella dove io ottengo il risultato che mi ero prefissato, mettendo la mia “firma” inconfondibile a quella immagine, e dove la ballerina riesce a rendere quella immagine unica e inconfondibilmente sua.

– Who were your models in Saint Petersburg and Moscow? Was it easy to explain to them what you want to achieve with your shooting? Or did you just let them improvise and photograph what they were doing?

– Both in Moscow and Saint Petersburg I had a privilege to shoot with many dancers of the most important theatres like Mikhailovsky and Mariinsky in Saint Petersburg and Kremlin ballet and Bolshoi Theatre in Moscow. I have to say that the dancers with whom I worked were not only of the highest professional level but also very beautiful and simpatic. Working with them was very rewarding from a photographic point of view but also very  pleasant and captivating. All these elements are necessary to obtain good images.

When I hava a shooting with a ballerina I already have in mind the idea of what I want to achieve on the level of images and usually I succeed. But not always, and sometimes I am not satisfied with everything or it happens that I achieve something valuable but different from what I wanted. In every case, I seek to guide the dancer moderately leaving her time and space to perform the movements freely so she is able to give something of her personality to the movements and expressions.

I consider to be a good result a photo in which I succeed to achieve my initial aim, adding my personal original “signature” to the image and the dancer succeeds to maintain the image her own in an original and unique way.

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– Fotografare per strade di San Pietroburgo…. qual’è la sua impressione? Lo spirito della città storica  è ancora associato con danza classica?

– Posso dire, in poche parole, che San Pietroburgo è lo scenario perfetto per comporre le linee della danza, una grande e inimitabile scenografia a cielo aperto.

– Shoot in the streets of Saint Petersburg….What was your impression? Is the spirit of this city  is yet associated with classical dance?

– In a couple of words I can say that Saint Petersburg remains a perfect ground to be composed with the lines of dance, one great and unlimited open air scenery.

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– Se decide di fare un altro viaggio in Russia avrà tutto programmato bene in anticipo o sarà improvvisazione? A Lei piace improvvisare in fotografia?

– Lo spirito del mio progetto, basato sull’istinto, vive di improvvisazione. Solo un istante prima di scattare io decido le inquadrature, il background, la luce, la posizione della ballerina. Non riesco a programmare, è impossibile. Ovviamente dal punto di vista organizzativo è opportuno predisporre alcune cose, per evitare di perdere tempo utili che, soprattutto quando si è in viaggio, è molto importante. A volte un piccolo contrattempo o un malinteso possono compromettere una preziosa giornata di lavoro. In particolare è difficile confermare la disponibilità delle ballerine che, soprattutto quando lavorano in una Compagnia, hanno pochissimo tempo libero e possono confermare solo all’ultimo momento.

Io non porto mai attrezzatura ingombrante e complicata e non ho assistenti, ho bisogno di potermi spostare velocemente da un posto all’altro, di lasciare una location che non mi soddisfa e di cercarne un’altra con la massima velocità e con discrezione, senza dare nell’occhio. Per fare uno shooting io ho bisogno solo di due cose: la semplice macchina fotografica e la ballerina, tutto il resto si improvvisa!

– If you decide to make another trip to Russia will you plan everything carefully in advance or will it be a pure improvisation?

Do you like to improvise in your art?

– The spirit of my project is based on the instinct and it lives through improvisation. One second before the click I decide on the framing, background, lights and the ballerina’s position. I can’t program it, it is impossible. Obviously it is useful to program some things from the organisational point of view, in order to evitate losing time which is very important especially when you are in travel.

Sometimes a small discrepancy or misunderstanding can ruin a whole precious day of work. It is particularly hard to confirm the dancers’ availability since they have very little free  time especially when working for a company, they can confirm always at the very last moment.

I do not drag around  enormous equipment and I don’t have any assistants. I have to be able to move from one location to another very quickly, to leave one location that doesn’t satisfy me and find another one with maximum velocity and without being able to think twice. To have a shooting I need only two things: a simple camera and a ballerina. The rest of it comes along in improvisation!

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– Come potrebbe descrivere la Russia in poche parole, che cosa è per Simone Ghera, fotografo e viaggiatore?

– La Russia per me, al di là del mio lavoro fotografico, è un immenso paese ricco di storia e di cultura. Ed è un paese dove ho trovato, con mia grande sorpresa e nonostante una apparente diffidenza, delle amicizie autentiche.  

– How can you describe Russia in several words? What is it for Simone Ghera, photographer and traveller?

– Russia for me, besides of my photographical work, is an enormous country rich of history and culture. It is a country where I found, to my very big surprise and despite all the apparent difference, some true friendships.

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