Giovanni Vecchi. Lights and shadows that move the soul

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Giovanni Vecchi fotografo del mese3
Vorrei presentami, in quanto la mia Fotografia non è esattamente quello che ci si attende parlando di danza… ma comincerei da qua per meglio esprimere meglio  il concetto del mio lavoro sulla fotografia di danza
“Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti. Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza”
(Pina Bausch)  
I would like to present myself, because my photography is not exactly what people usually imagine talking about dance… I would like to present the concept of my work starting with this – 
“Certain things can be said with words, others can be said with movements. And there are moments when you remain without words, absolutely lost and disoriented, you don’t know what to do. And from that moment the dance begins.”
(Pina Bausch)

 

Per me… è a questo punto che inizia la Fotografia di danza.. che non è solo danza, ma è entrare in sintonia con gli Artisti che mi hanno accordato la loro fiducia e che in quel momento condividono un po della loro Arte… ma direi di più… condividono una Parte di Se.
Non componiamo musica per diletto o noia. Non scriviamo poesie perché è bello, e lo stesso dicasi per la danza, la pittura, il cinema ed ogni forma di arte. Non facciamo arte perché ci diverte e nemmeno perché, semplicemente, possiamo. Facciamo arte perché non possiamo farne a meno, perché siamo essere umani ed attraverso l’arte interpretiamo il mondo, gli altri e noi stessi ed in questo modo impariamo a conoscere e a conoscerci.
L’arte è un potente mezzo col quale indaghiamo la realtà ed esprimiamo i contenuti più profondi perché ha la capacità intrinseca di porre domande, di farci riflettere e quindi di farci crescere.
For me… this is where Dance Photography begins, which is not only about dancing but also about finding coherency with other Artists who trust me and share with me the moments of their Art….and even more, share a part of themselves.
We do not create music because we are bored. We do not write poetry because it’s beautiful, and the same goes for the art of dance, painting, cinema or any other form of art. we do not create art because it’s interesting and even not because we can do it. We create because we can not resist doing it, because we are humans and we interprete the world, the others and ourselves  through it. In this way we get to know others and ourselves. Art is the most powerful instrument of exploring the reality and expressing its deepest matters. All that because the art has the capacity of raising questions, making us think and therefore grow.
Giovanni Vecchi Fotografo del mese2
( Tratto dalla  Presentazione Critica di Andrea Aste alla  mostra personale “Pitture d’Ombra”)
A piece of the Critical Presentation by Andrea Aste to the solo exhibition “Paintings of the Shadow”
Le sue fotografie minimaliste riescono a cogliere l’essenza della danza come pochi scatti sanno fare, con naturalezza ed una potenza espressiva che lo hanno portato in pochi anni ad avere l’attenzione di critica e pubblico. Vecchi ha collaborato con artisti delle più importanti compagnie di danza quali Aterballetto, Opera di Roma, San Carlo di Napoli ed il Teatro Massimo di Palermo, ritraendo i personaggi di spicco come Myrna Kamara, Étoile e prima ballerina NYC Ballet e Giacomo Luci Étoile dell’opera di Roma. Vincitore di numerosi premi tra i quali il “Premio MAB, Vecchi ha esposto al Teatro dei Rinnovati di Siena con la mostra “Corpo e Anima”. Per la sua arte hanno aperto le loro porte il Museo Capodimonte, la Reggia di Caserta, il Teatro Farnese di Parma, la Certosa di San Martino, la Cappella di San Severo a Napoli e Villa Medici a Roma, sede dell’Accademia Nazionale di Francia, permettendogli di realizzare i suoi famosi scatti all’interno delle loro prestigiose sale. Recentemente ha terminato la pubblicazione d’arte per la Regione Sicilia “Madonie Arte e Danza. Attualmente è candidato come unico fotografo Italiano agli Awards 2016 del Giornale della Danza.
His minimalistic photographs succeed in grasping the essence of dance in the way that rare images can do, with naturalness and expressing power that made the public and the critics notice his art in a shot period of time. Vecchi collaborated with dancers of the most important companies, such as Aterballetto, Ballet of Rome, San Carlo of Naples, Massimo Theatre of Palermo, capturing images of striking personages like Myrna Camara, Étoile and prima ballerina of NYC Ballet and Giacomo Luci étoile of Opera of Rome. Winner of numerous contests and premies such as MAB Premie, Vecchi exhibited his series “Body and Soul” at Teatro dei Rinnovati (Siena). Other important location as Capodimonte Museum, Farnese Theatre in Parma, Villa Medici in Rome, National Academy of France, etc., opened their doors to the art of Vecchi in different periods of time, letting him make shootings at their prestigious halls. He recently finished an artistic project for the region of Sicily “Madonie Arte e Danza”. Now he is the only Italian candidate for 2016 Awards of Giornale della Danza.
Giovanni Vecchi 1
“Si deve trovare un linguaggio – con parole, con immagini, atmosfere – che faccia intuire qualcosa che esiste in noi da sempre.
(Pina Bausch, Una donna ed il suo teatro)
“One should find his own language – with words, images, atmosphere – that can make us guess something that always existed in us”
(Pina Bausch, A Woman and Her Theatre)
Ogni volta che osservo una foto di Giovanni vi scorgo qualcosa di nuovo. A volte dall’ombra sorge un punto di luce, a volte nella luce si rivela una linea d’ombra. Nello spazio ristretto di uno scatto, luce ed ombra si inseguono, alternandosi come il punto e la linea di un alfabeto Morse dell’anima.
In questo gioco cambiano le forme, e di conseguenza i significati e le emozioni.
A volte l’occhio cade sulla luce, sulla forza del corpo in movimento, sulle linee dei suoi muscoli tesi, sulla sua eleganza, la sua espressività. A volte è l’ombra ad attirare lo sguardo; gli ambienti, i dettagli di un’architettura solo intravista, luoghi reali o quinte teatrali, atmosfere erose dal tempo, sospese. Solitudini, slanci, passioni. Disperazione e speranza… sono foto drammatiche, ma nel senso originario della parola greca δρᾶμα, “drama”, ovvero “azione”, “storia”.
Every time I look at a picture made by Giovanni I see something new. Sometimes a spot of light steps out of the shadow, sometimes a shadow comes out of the light. Restricted by the picture’s space, lights and shadows follow each other like some kind of Morse Alphabet of our souls.
The forms of the game change and our feelings and emotions change with them.
Sometimes the eye captures a spot of light on that powerful body in movement, on the lines of its tense muscles, its elegance and its expressivity. Sometimes it’s a shadow that attracts the look, the back ground or some architectural details that are barely seen on the picture – real places or theatrical locations, atmosphere brought out from the depth of old times. Passions, solitudes, impulses. Desperation and hope. They are dramatic photos, but dramatic in the first Greek meaning of the word: “drama”, “action”, “story”.
Ogni foto è una storia raccontata da un gesto di danza, da un’azione congelata nel tempo. Una storia intensa che riflette sulle gioie e le incertezze della condizione umana e che fa intuire quel qualcosa che esiste in noi da sempre…
Every photo is a story told through a gesture of dance, through an action frozen in time. An intense story of human joys and insecurities, it reveals something that existed in us forever….
Giovanni Vecchi Foto del Mese1
Giovanni Vecchi6

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